Una mostra fotografica suggestiva ed
evocativa che celebra la bellezza del territorio
e la capacità di trasformare un semplice
momento in un’esperienza da ricordare
![]() |
A cura di Pierangelo Tomaselli |
Sabato 14 novembre nello Spazio Socio-Culturale Coop di Rogoredo sarà inaugurato un percorso visivo dedicato alla luce, alle atmosfere e alle suggestioni del paesaggio del Parco della Vettabbia e di Porto di mare, ove la natura si trasforma e rivela, di ora in ora, scorci di rara intensità poetica.
La mostra fotografica sarà visitabile
tutti i giorni dalle 16,00 alle 18,00 fino a domenica 22 novembre.
Davide Cappelletti: la fotografia come scrittura con la luce
Nato e cresciuto nel quartiere milanese di Rogoredo, Davide Cappelletti ha sviluppato nel tempo una profonda passione per la fotografia, accompagnata da una formazione professionale specifica.
Il 14 novembre 1991 ha conseguito presso il CFP “R. Bauer” di Milano l’attestato di qualificazione professionale di fotoperatore di laboratorio; nello stesso istituto, l’8 luglio 1994, ha ottenuto l’attestato di qualifica professionale di fotografo.
Nel suo modo di intendere la fotografia c’è una definizione che racchiude il senso della sua ricerca: «Scrivere con la luce».
È attraverso questa sensibilità che Cappelletti osserva e interpreta il territorio, cogliendo le trasformazioni della natura e le sfumature che emergono nel passaggio dalla sera al mattino.
Le immagini esposte accompagnano il visitatore in un ambiente sospeso tra realtà e suggestione, dove la luce diventa linguaggio narrativo e la natura si offre come spazio di contemplazione.
Il Parco della Vettabbia e Porto di Mare, con le loro atmosfere, i colori, le ombre e i riflessi, diventano protagonisti di un racconto fotografico capace di restituire valore e profondità a luoghi familiari, invitando a guardarli con occhi nuovi.
La mostra non è soltanto un itinerario attraverso un paesaggio, ma anche un invito a soffermarsi sul tempo e sulle sue trasformazioni.
Il tramonto, la notte e l’alba diventano momenti di una narrazione silenziosa, nella quale ogni immagine custodisce un frammento di vita e ogni variazione della luce rivela una prospettiva diversa.
Tra le opere in mostra spicca Il Viandante: un incontro tra l’attimo e l’eternità, immagine realizzata nel formato 50 × 75 cm, senza cornice.
Una figura solitaria, riconoscibile dal cappello e dal cappotto scuro, emerge dalla foschia invernale del Parco della Vettabbia. Il paesaggio, avvolto nella nebbia, attenua i contorni e crea un’atmosfera sospesa, silenziosa e misteriosa. La presenza dell’uomo sembra appartenere naturalmente a quel luogo, come se fosse comparsa per un istante per poi scomparire nuovamente nel paesaggio.
Il viandante diventa così una figura evocativa, quasi fuori dal tempo, capace di suggerire storie, emozioni e interrogativi. Lo scatto fissa un momento irripetibile, nel quale luce, composizione e atmosfera si fondono in un equilibrio particolare. È proprio in questa capacità di fermare ciò che fugge che la fotografia rivela la propria forza: custodire l’effimero e renderlo, in qualche modo, eterno.
L’opera trova un ulteriore approfondimento nel racconto di Laura Pescatori, che ne narra la genesi e restituisce la magia dell’incontro tra il fotografo e quella figura misteriosa. Un momento in cui tutto sembra trovare la propria perfezione: la luce, l’esposizione, l’inquadratura. Un solo scatto diventa così capace di condensare l’istante e, insieme, l’eternità.
Ad arricchire il percorso espositivo, due racconti per entrare nelle immagini:
due testi letterari che accompagnano e ampliano il significato delle fotografie, creando un dialogo tra linguaggio visivo e parola scritta.
In “Dalla sera al
mattino, il poeta”, Daniela Troncacci restituisce, attraverso una scrittura
intensa e immaginifica, la figura di un osservatore capace di ascoltare la
natura e di riconoscerne i segreti. Il paesaggio si anima di fruscii, ombre,
colori e riflessi; il tramonto lascia spazio alla notte e, infine, alla luce
dell’alba. Il fotografo diventa un poeta che raccoglie frammenti di eternità e
li imprime sulla carta, trasformando ogni dettaglio in un’esperienza di
meraviglia e gratitudine.
Con “Il Viandante”, Laura Pescatori racconta invece la genesi dell’omonima fotografia. È un pomeriggio del 19 dicembre, nel Parco della Vettabbia: l’inverno è mite, il sole filtra attraverso una nebbiolina delicata e il fotografo si muove lentamente, osservando ciò che lo circonda. All’improvviso compare una figura elegante, dal cappotto con il bavero rialzato e dal cappello a tesa larga. I loro percorsi si incrociano per un istante. Il fotografo attende, lascia che l’uomo si allontani, si gira, inquadra e scatta. Tutto, in quel momento, sembra trovare la propria perfezione: la luce, l’esposizione, l’inquadratura. Nasce così un’immagine capace di condensare, in un solo scatto, la fugacità dell’istante e il senso dell’eternità.
I due racconti non si limitano a descrivere
le immagini, ma ne amplificano le suggestioni, offrendo al pubblico ulteriori
chiavi di lettura e rendendo l’esperienza della mostra un incontro tra
fotografia, letteratura e sensibilità personale.
“Dal tramonto all’alba” è un invito a osservare ciò che spesso passa inosservato, a rallentare, ad ascoltare il paesaggio e a riscoprire la bellezza che si nasconde nei luoghi attraversati ogni giorno.
Il territorio di Rogoredo si rivela in una dimensione intima e poetica, dove ogni cambiamento di luce apre nuove prospettive e ogni immagine custodisce una storia.
Il percorso espositivo invita a riscoprire il valore dei luoghi attraverso uno sguardo attento e sensibile, capace di cogliere ciò che spesso sfugge alla percezione quotidiana: una luce particolare, un riflesso, una figura nella nebbia, il silenzio che accompagna il passaggio tra il giorno e la notte.
La fotografia diventa così uno strumento di memoria e interpretazione del reale, mentre la parola scritta amplia le emozioni suscitate dalle immagini, accompagnando il visitatore in un’esperienza che unisce arte visiva, letteratura e osservazione della natura.
Per leggere il racconto di Laura Pescatori clicca qui
Per leggere il racconto di Daniela Troncacci clicca qui.


Nessun commento:
Posta un commento